Frontiera Nord PDF Stampa E-mail
Scritto da Amministratore   
Domenica 18 Settembre 2016 14:52

La "Frontiera Nord" (popolarmente ed erroneamente nota anche come "Linea Cadorna"*) è un sistema difensivo costituito da opere militari ideato per proteggere il confine del Regno D'Italia verso la Confederazione Elvetica da eventuali aggressioni da Francia, Germania, Austria e Svizzera. L'opera, ideata già nella seconda metà del 1800, fu fatta realizzare durante i primi vent'anni del 1900 dal Generale Cadorna, quando si temeva che le truppe Austro-Ungariche attraversassero la neutrale Svizzera per invadere il Nord Italia.

La linea difensiva, costruita sulle principali montagne e leggermente arretrata rispetto alla linea di demarcazione del confine italo-svizzero, è costituita da appostamenti d'artiglieria di medio calibro di vario tipo protetti da trincee di combattimento, postazioni per mitragliatrici e camminamenti, serviti da strade, mulattiere, sentieri, con caserme, ricoveri ed osservatori fortunatamente mai utilizzati.

Tali manufatti sono ampiamente diffusi su tutti i rilievi dell' Alto Varesotto. Il massiccio del Sette Termini, in particolare, posto immediatamente a ridosso del solco del fiume Tresa, aveva un ruolo strategico fondamentale, costituendo la prima linea di difesa posta a controllo della conca di Luino, del versamento meridionale del Monte Lema e della conca di Ponte Tresa.

 

 

 

Tipologie di manufatti

LA TRINCEA

E’ un’opera difensiva scavata nel terreno e protetta da un parapetto in terra, in pietra o in cemento e dotata di un fosso ricovero. Serve a proteggere la truppa dal fuoco avversario e a consentire ai soldati che la occupano un impiego efficace delle armi. Vi sono trincee di comunicazione e trincee di battaglia. La trincea di battaglia è caratterizzata da un parapetto all’interno del quale sono ricavate nicchie quadrate per le munizioni, spesso associate a nicchie rettangolari per viveri e per lo zaino. Sovente all’interno del parapetto, a circa 50 cm dal fosso, si trova la banchina, un gradino in pietra di 40-50 cm. sul quale salgono i tiratori al momento del tiro. Le trincee hanno un andamento irregolare, un tracciato poligonale a salienti e rientranti, per proteggersi dai tiri di rovescio e di infilata. I vari tratti di trinceramento sono separati tra loro da traverse, terrapieni rivestiti di muratura, disposti perpendicolarmente al parapetto, aventi anche lo scopo di limitare gli effetti dello scoppio delle granate. Scalette e gradinate, normalmente realizzate sul rovescio delle trincee per consentire rapide uscite dalle stesse, latrine e fontanelle completano la struttura dell’opera.


IL CAMMINAMENTO**

E’ una trincea più angusta, di altezza superiore rispetto alle normali trincee ed è spesso dotata di copertura. I camminamenti della Frontiera Nord sono prevalentemente scavati nella roccia o realizzati con copertura cementizia e consentono di passare da una trincea all’altra sotto il fuoco nemico, di raggiungere in sicurezza le postazioni per armi automatiche, di portare a destinazione i rifornimenti, di ritirare i feriti e di dare rifugio e ricovero ai soldati.

 

IL RICOVERO**

In caverna o in galleria, con due ingressi, serve a dare rifugio e consentire riposo ai soldati dopo un servizio in trincea o in attesa di entrare in azione o a proteggere e conservare i materiali, munizioni e viveri.


LA POSTAZIONE PER MITRAGLIATRICE**

Può trovarsi all’aperto, in caverna o in casamatta blindata. La postazione all’aperto, generalmente utilizzata per mitragliatrici leggere, consta di una piazzola con un rialzo in cemento per l’appoggio dell’arma e di un parapetto ripiegato sui fianchi. Generalmente questa postazione ha alle spalle l’apertura di un camminamento. La postazione in caverna o blindata, prevista per mitragliatrici pesanti, è un locale angusto, dotato di basamento per l’arma con una o due feritoie per far fuoriuscire la canna dell’arma durante le operazioni di tiro. La feritoia era dotata di sportelli blindati con mimetizzazione esterna. Alle postazione si accede tramite un camminamento che, in prossimità dell’ingresso, presenta uno o più vani per munizioni.


L'OSSERVATORIO**

E’ un punto che consente buona visione del territorio da tenere sotto controllo ove sono collocate le persone incaricate dell’osservazione. Deve rispondere ai seguenti requisiti: permettere di vedere bene il terreno in relazione al compito assegnato; essere dotato di mezzi che consentano un collegamento celere e sicuro con il comando di riferimento; essere ben occultato e protetto con accessi defilati al tiro e alla vista; essere distanziato dalle postazioni attive per non venir coinvolto durante le azioni belliche. Un esempio di osservatorio è visibile sulla cima del Monte La Nave, dal quale veniva tenuta sotto controllo l'intera valle del Tresa.


LA BATTERIA**

E’ un’opera fortificata in cui trovano sistemazione uno o più pezzi d’artiglieria. Può essere scoperta o in “barbetta, in caverna, blindata. La batteria scoperta è costituita da una piazzola rettangolare protetta, su tre lati, da un parapetto in pietra e cemento in cui sono ricavate nicchie o riservette per munizioni e può ospitare da quattro a sei pezzi d’artiglieria. Questo tipo di batteria ha il vantaggio di usufruire di un esteso campo di tiro, ma non offre grande riparo ai serventi e all’armamento. La batteria in caverna è ricavata all’interno di una massa rocciosa con le feritorie di tiro (cannoniere) rivolte verso l’obiettivo da colpire e con gli ingressi sul rovescio dell’opera. Si compone da due a sei ampi locali rinforzati con cemento armato (casematte), di forma adeguata al pezzo d’artiglieria da posizionare, disposti l’uno parallelo all’altro e comunicanti attraverso una galleria principale. La polveriera, depositi per munizioni e ricoveri per i serventi completano la struttura dell’opera. Le casematte in caverna erano progettate per essere armate con cannoni da 149 A e 149 G e, in rari casi, anche con cannoni di calibro più piccolo. La batteria blindata (postazione per artiglieria) si compone di un ricovero, con copertura blindata, con ampio ingresso in cui viene ritirato il pezzo d’artiglieria, ivi destinato, dopo le operazioni di tiro.

 

IL RIDOTTO**

E’ un’opera di fortificazione campale chiusa, normalmente isolata e spesso a protezione di un’altura. Offre resistenza da qualunque parte si presenti il nemico in quanto l’azione di fuoco può svilupparsi di fronte, di fianco e di rovescio. Si compone dei seguenti elementi: trincee di comunicazione, trincee di battaglia, traverse, postazioni di attesa, camminamenti, postazioni all’aperto o in caverna o blindate per mitragliatrici, provvedimenti per lo scolo delle acque piovane e per il rifornimento di acqua potabile, latrine da campagna.

 

Come ampiamente documentato dal materiale raccolto dal Museo per la Guerra Bianca (dal quale sono state riportate le inforazioni che trovate in questa pagina), gran parte delle opere della Frontiera Nord, nel Varesotto come altrove, fu realizzata durante la Prima Guerra Mondiale dal Genio Militare, che appaltò i lavori a ditte private dove accanto a lavori magistrali di decine di migliaia di uomini, donne e ragazzi, vi fu anche la sofferenza per le centinaia di incidenti sul lavoro, spesso con esiti moratli o invalidanti. Tuttavia la storia ci ha arricchiti lasciandoci un patrimonio eccezzionale, fatto di strade preziose e manufatti inconsueti, immerso in un ambiente ricco di natura e circondati da un paesaggio tra i più belli che sta a noi preservare valorizzandone i tratti più accattivanti, oggi sempre più utilizzati per l'escursionismo in tutte le sue forme, compreso quello in mountain bike, disponibili ai turisti di ogni provenienza, più che mai orientati alle attività all'aria aperta e attenti al valore culturale e paessaggistico del luoghi.

 

Per maggiori informazioni:

 

www.museoguerrabianca.it


www.frontieranord.it


www1.provincia.va.it/lineacadornavarese

 

 

* L'espressione Linea Cadorna, esplicito riferimento al generale Luigi Cadorna, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano dal 1914 al 1917, è recente (1970) e, soprattutto, è impropria se utilizzata per identificare la Frontiera Nord: il sistema difensivo fu infatti concepito e, seppur in minima parte, realizzato molti anni prima che Luigi Cadorna potesse avere voce in capitolo presso lo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano. Inoltre, sebbene Cadorna ne avesse ordinato la progettazione, l'istanza che nel 1916 determinò il finanziamento e la conseguente realizzazione del grosso delle opere fu essenzialmente di ordine politico e solo marginalmente di ordine militare (fonte: wikipedia).


** Testi del glossario curati dalla sig.ra Francesca Boldrini, tratti dall’opuscolo realizzato con il progetto coofinanziato dall’Unione Europea Interreg IIIA Italia Svizzera.

Ultimo aggiornamento Sabato 15 Ottobre 2016 08:14
 

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